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Il genio e il golem: tra credenze ebraiche e le mille e una notte

copertina

Titolo originale: The Golem and the Jinni

Autore: Helene Wecker

Anno: 2014

Genere: soprannaturale, fantasy

 

 

 

 

Il genio e il golem è il romanzo d’esordio dell’autrice americana Helene Wecker, con si è candidata al premio Locus come miglior esordio.

La storia mescola le credenze e le immaginazioni di due culture differenti, quella ebraica e quelle araba, ponendo al centro della storia due figure mitologiche, rispettivamente una golem donna e un genio. I due si ritrovano, per motivi diversi, a New York alla fine dell’Ottocento e devono fare i conti con l’emarginazione dei popoli di cui sono i rappresentati, che vivono confinati nei loro ghetti, senza quasi stringere amicizia con gli abitanti delle altre etnie.

recensione il genio e il golem

La trama

Arrivato a Danzica, Otto Rotfield commissiona a un rabbino di dubbia fama Yehudah Schaalman, di confezionargli recensione il genio e il golemuna golem d’argilla che diventi sua moglie (comodo eh?). L’uomo non riesce a sopravvivere alla traversata verso l’America e la golem si ritrova senza un padrone a cui dedicarsi e con il fastidioso potere di leggere i pensieri delle persone e l’impulso quasi incontrollabile di esaudire i loro desideri.

Nel quartiere arabo uno stagnino intento a sistemare gli intarsi di una lampada la strofina inavvertitamente e, proprio come nella storia di Aladino, ne esce un genio imprigionato in forma umana. Sembra che il genio sia stato rinchiuso nella lampada per alcuni secoli, però lui non serba memoria del perché sia stato imprigionato o chi l’abbia fatto.

Ovviamente i due protagonisti sono destinati a incontrarsi e a far scontrare i loro due punti di vista.

 

I temi del libro

  • Il primo fra tutti è l’emarginazione e la non appartenenza a un paese straniero, che si radica non solo nella cultura, ma anche nel natura di un’essenza diversa rispetto quella umana: quella d’argilla della golem e quella di fuoco del genio.
  • L’inadeguatezza al mondo: la golem ha continuamente paura di essere scoperta e di essere distrutta, inoltre, data la sua forza, teme di fare del male a qualcuno. All’opposto il genio non si cura di niente e vive la sua vita come vuole, incurante delle conseguenze.
  • La reincarnazione e la ricerca dell’immortalità: i due protagonisti sono, più o meno, immortali. L’antagonista della storia che ne è alla continua ricerca, una ricerca che si ripercuote in più vite. A questo si collega la paura della morte, ma anche di quello che ci aspetta nell’aldilà.
  • La libertà: né il genio né la golem sono liberi. Il genio è imprigionato nella propria forma mortale, la golem sperimenta un padrone solo per poco tempo, eppure alla sua morte è continuamente ossessionata dai desideri degli altri e rischia di divenire schiava del genere umano. Per buona parte del libro lei desidera trovare un nuovo padrone, sia per la paura di fare del male a qualcuno ma anche, forse, per il libero arbitrio che si ritrova ad avere.

 

Valutazione di Il genio e il golem

recensione il genio e il golemIl genio è il golem è una storia scritta molto bene, che scorre in modo molto fluido senza annoiare. Le trame si intrecciano in modo molto naturale, portando il lettore a scoprire la natura e l’essenza dei personaggi che i due protagonisti incontrano nella loro vita

Il finale è forse un po’ brusco, ma è aperto e lascia lo spazio all’immaginazione, ha un sapore indecifrabile e un po’ neutro. È un po’ come se le vite dei protagonisti siano state improvvisamente tranciate, come se fossero fili che appartenevano a un arazzo e alla fine della storia si trovano in sospeso, quasi in attesa e senza sapere cosa fare delle loro vite.

L’unica nota dolente è l’arrivo un po’ ritardatario dell’antagonista.